DiveOn

venerdì 23 novembre 2012

Lago di Scanno, sulla bocca di tutti!


Dopo lo scoop iniziale sui misteri del lago di Scanno le ricerche proseguono. I tecnici dell'INGV sono tornati per approfondire le indagini sul caso ed hanno portato con loro un'imbarcazione in grado di fotografare e scandagliare il fondale, al fine di ottenere una pianta batimetrica piu' precisa e cercare di trovare una risposta alle numerose domande che si sono sollevate negli ultimi giorni.

Quello che si aspettano di trovare i tecnici non e' nulla di particolare; l'ipotesi piu' plausibile e' che un ammasso di rifiuti ferrosi si sia accumulato negli anni, visto che il lago e' stato usato spesso come discarica o per nascondere oggetti scomodi come le armi ad esempio...
Intanto la serie di strani eventi ha creato un vero e proprio fenomeno mediatico che ha mobilitato flotte di giornalisti a caccia di notizie sul caso.
Le emittenti private locali ma anche i Tg nazionali hanno parlato dell'argomento, naturalmente da buoni giornalisti, gonfiando i fatti. Le risposte dei tecnici sono state sempre molto discrete, alcune persone del luogo intervistate hanno screditato la popolarita' che questo fenomeno sta' avendo minimizzando gli avvenimenti, altri invece hanno sentito addirittura parlare di "Palle di fuoco che sorvolavano il lago e poi sparivano nella profondita' delle sue acque".

Comunque, la trama si infittisce dopo queste ultime "scioccanti visioni" ma dopo questa serie di esami piu' approfonditi vedremo quale sara' la realta' dei fatti. 
Tornando al discorso delle interviste, ce n'e' una in particolare che mi ha colpito e secondo me fino ad ora penso che abbia raggiunto il top! 

Cito le parole dell'intervistato:
" Maaa, io penso che sia tutta una farsa, perche' il fatto che hanno visto sotto il lago questo oggetto ov ov, com'e'? Ovoidale, e' impossibile perche' il lago si vede fino a 6 metri di profondita' dopodiche' e' tutto buio, non si vede piu' niente, a parte il fatto che dopo 15 metri di profondita', io lo so' perche' un anno venne un grande sub qui a Scanno no?, che si immerse; a 15 metri dovette risalire perche' c'era una pressione dell'acqua che ti spezza in due!!! E' impossibile andare fin sotto al livello del lago, fino a 30 metri, E' IMPOSSIBILE!!! 

Nel seguente filmato realizzato da un'emittente locale trovate diverse interviste degli abitanti del Comune di Scanno ed al 12:37 minuto la citazione che ho riportato. Buona visione!






giovedì 8 novembre 2012

"UFO" nel lago di Scanno


"UFO NEL LAGO DI SCANNO", "MOSTRO DEL LAGO DI SCANNO", "IL MISTERO DEL LAGO DI SCANNO" ecc. ecc. 

Sono solo alcuni dei titoli che ho letto negli ultimi giorni riguardo alle strane vicende che si stanno verificando in questo lago.
Si sa' che i giornalisti venderebbero l'anima al diavolo per uno scoop e si sa' anche quant'e' facile distorcere la realta' dei fatti con il passaparola ma questa cosa mi ha fatto sorridere, anche se la notizia e' abbastanza curiosa, quando ho effettuato una ricerca su Google e mi sono apparsi titoli riguardanti lo stesso argomento ma allo stesso tempo diversi l'uno dall'altro...
Allora mi sono detto:" Secondo me c'e' un UFO! Nascosto nel fango del fondale da molto tempo, in attesa di un'ordine dall'alto. Poi non ci dimentichiamo che siamo nel 2012 e che l'ora X si avvicina, insomma gli ingredienti per preparare un bel minestrone di notizie shock ci sono tutti."


Comunque tornando a noi, la notizia e' seria ed ha incominciato a girare dopo il 03/11/2012, giorno in cui i tecnici dell' INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sono arrivati sul lago e con delle imbarcazioni hanno ispezionato il fondale.

I tecnici sono stati chiamati dalla Regione dopo l'arrivo di diverse segnalazioni degli ambientalisti locali di situazioni insolite che si sono verificate negli ultimi periodi. Pare infatti che circa 4 anni fa' si sia verificata una moria improssiva di un gran numero di pesci che popolano le acque del lago, inoltre il livello del Lago durante il 2012 si e' abbassato di circa 6 metri rispetto alla norma.
La formazione di alcune "Onde Anomale" e le bussole dei subacquei che esplorano il lago impazzite letteralmente sono altri fenomeni che si sono verificati di recente.

Gli abitanti del luogo che conoscono il lago da sempre e conoscono "le sue abitudini" stanno assistendo a questi eventi che giustamente fanno suscitare alcune domande.
Molti sono i fattori che riconducono all'attivita' sismica e vulcanica e che destano maggiore preoccupazione.

Il lago e' frequentato da tempo da gruppi di subacquei ed alcuni di questi hanno studiato a fondo la batimetria del lago rinvenendo armi e munizioni che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, inoltre era gia' segnalata la presenza di piccoli relitti di imbarcazioni ma i Tecnici dell'INGV durante le rilevazioni hanno individuato un OGGETTO NON IDENTIFICATO. 

Di seguito riporto le parole di Fabio Florindo, dirigente di ricerca dell' INGV, rilasciate in un'intervista al Corriere dell Sera: «Abbiamo utilizzato dei magnetometri e con il sistema Gps abbiamo elaborato una mappa. Possiamo già dire dai risultati preliminari che ad un certo punto il segnale magnetico cambia, anche se di poco, e che potrebbe trattarsi di materiali ferrosi sepolti nel fondale. In un solo punto della porzione di lago da noi esplorata c’è un’anomalia negativa molto concentrata, molto localizzata. Abbiamo le coordinate di questo oggetto, stimiamo che misura circa sei metri per due, è di forma ovale, è orientato verso nord-est ma non sappiamo di cosa si tratti. Ulteriori analisi definiranno meglio questa anomalia». 


"Ora mi e' tutto chiaro!  Sicuramente quell'oggetto misterioso e' un UFO sepolto da molti anni sul fondo del lago (che per gli Alieni e' un punto strategico) in attesa di un segnale dall'alto! 
Mi e' chiaro anche perche' nell'immersione che ho guidato a Settembre sono riuscito esattamente nel punto in cui ero entrato: la mia bussola durante l'immersione e' impazzita ed ha cominciato a girare in senso orario ed antiorario come quella di Jack Sparrow fissandosi in un punto. E' quello sfallare dell'ago  che mi ha permesso di recuperare la strada del ritorno raggirando la mia rotta che sicuramente... era sbagliata!"


Riferimenti:






giovedì 1 novembre 2012

Nudibranchi, che passione!




  I Nudibranchi rappresentano da sempre una delle passioni piu' grandi che ha "colpito" la maggior parte dei fotografi subacquei.
Sono poche le persone che ho incontrato (ma le ho incontrate purtroppo) che non si soffermano ad osservare queste creature cosi' piccole ma al contempo cosi' affascinanti. L'eleganza e' la loro piu' grande caratteristica ai miei occhi, la musica che accompagna la danza di ogni loro movimento e lo sfavillare di gradazioni cromatiche cosi' nette da sembrare innaturali...
Eccetto alcuni cenni di natura scientifica che inquadrano la specie, lascio alle immagini le parole per spiegare quale spettacolo puo' offrire un incontro con un piccolo ma cosi' grande animale marino...



I Nudibranchi (Nudibranchia) sono un sottordine di molluschi dell'ordine Opisthobranchia, che comprende più di 7000 specie descritte. 
La parola nudibranchia viene dal latino nudus (nudo) e della parola greca brankhia (branchia), e significa con le branchie nude.

 

 

Distribuzione e habitat

Si possono incontrare in tutto il mondo a tutte le profondità, anche se la maggior parte delle specie vive in acque calde e poco profonde, sebbene siano state trovate specie anche nei mari dell'Antartide.

 

Descrizione

I nudibranchi sono dotati di corpo morbido e flessibile. La forma adulta non ha conchiglia (viene persa durante il primissimo periodo vitale, alla fine della vita planctonica) né dispongono quindi di opercoli.
Le forme e i colori possono variare enormemente, le dimensioni variano da 1 a 60 centimetri. Tra i nudibranchi si possono trovare le creature più colorate sulla Terra.
Sono animali tipicamente bentonici (anche se alcuni, come la ballerina spagnola, possono nuotare tramite i movimenti del corpo ed altri, come il Glaucus atlanticus, conducono vita pelagica galleggiando grazie ad una bolla d'aria cui si sorregge tramite i cerati modificati), hanno tutti dei chemiorecettori sulla nuca, detti rinofori, usati come organi sensoriali. Talvolta presentano cerati sul corpo, piccole protuberanze del sistema digerente utilizzate anche per la respirazione.
L'adattamento evolutivo dei nudibranchi ha portato ad un'enorme varietà di forme e colori, sia a scopo mimetico che difensivo.

Riproduzione

Deposizione delle uova spiraliforme e lineare.
Sono animali ermafroditi, ma non possono autofecondarsi.
La riproduzione avviene per via sessuata interna, tramite copula. Tipicamente depongono le uova in spirali gelatinose o in velature nastriformi, spesso in prossimità o sopra le loro prede alimentari. Lo sviluppo dell'individuo avviene nell'uovo, che lo abbandona in forma larvale, chiamata veliger e dotata di ciglia, che pratica una breve vita planctonica per poi perdere la conchiglia ed iniziare la vita bentonica.

Alimentazione

Sono animali carnivori; alcuni si nutrono di spugne, di idrozoi, di briozoi, altri sono cannibali, nutrendosi di altri opistobranchi o di nudibranchi anche della stessa specie. Altri ancora si nutrono di tunicati, crostacei o anche di pesci morti.

Meccanismi di difesa


Per via della perdita della conchiglia esterna hanno dovuto sviluppare, tramite l'evoluzione, altri sistemi di protezione: in particolare il camuffamento attraverso colori che li rendano invisibili, come ad esempio il Phyllodesmium longicirra o il Melibe mirifica, o tramite colorazioni che li identifichino come non commestibili o velenosi (aposematismo), come la Hypselodoris infucata.

  

Un altro sistema di difesa, non molto diffuso ma rivoluzionario, è la produzione cutanea di sostanze tossiche per i possibili predatori. Alcune specie dei Dorididae, ad esempio, producono acido solforico, utilizzato anche dall'Hexabranchus sanguineus per la difesa delle ovature.Altri ancora, in particolare i nudibranchi del sottordine degli Aeolidacea, utilizzano le cellule urticanti delle loro prede per la difesa, dopo averle immagazzinate nei cerata dell'apparato digerente.




























sabato 27 ottobre 2012

Multitasking


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mercoledì 24 ottobre 2012

Un paradiso chiamato "PALAU"






UN PARADISO CHIAMATO 
PALAU




Febbraio 2010
Lascio la nebbia, il freddo e la pioggia milanese con in testa una meta a lungo sognata: la repubblica di Palau, piccolo staterello situato nell'Oceano Pacifico, a circa 500 km a est delle Filippine, nonché ex colonia USA divenuta indipendente nel 1994, famosa in ambito subacqueo per la biodiversità marina e per alcune tra le più belle immersioni del mondo.
Il viaggio è lungo: Milano... Dubai... Manila e, solamente una ventina di ore dopo... Koror!

Arrivo finalmente all'aeroporto a notte inoltrata ed immediatamente ho la prima brutta notizia: i telefoni italiani NON funzionano!!! Va beh... Ci penseremo... Adesso devo concentrarmi solamente sulle immersioni che mi aspettano il giorno seguente.
Raggiungo velocemente il Rose Garden Resort, delizioso insieme di edifici in legno aggrappati ad una verde collina dalla quale si gode un bellissimo panorama sulla baia! Prendo possesso della camera e, dopo neanche 5 minuti, cado letteralmente in coma...
Appena 4 ore dopo la sveglia suona: mi aspetta una giornata densa di sole, mare, pesci e paesaggi mozzafiato.


Per il Diving sono andato sul sicuro: ho scelto il Fish ‘n Fins, diving con quarant’anni di esperienza, il primo ad avviare l’esplorazione dei fondali di Palau dopo che Jaques Cousteau ne aveva scoperto il potenziale. Fin dal primo contatto ho capito subito di avere a che fare con una struttura davvero ben organizzata: ha un eccellente servizio navetta che viene a prenderci direttamente al resort, aspettando pazientemente che ognuno abbia finito di fare colazione. Arrivato al diving, ho giusto il tempo di conoscere velocemente i membri dello staff, firmare le carte di rito, scegliere il pranzo tra le numerose opzioni, prendere posizione in barca e preparare l'attrezzatura... Si parte!
Credetemi: muoversi in barca tra le Rock Islands è un'esperienza che ti rimane impressa nella mente... Centinaia di isolette di ogni forma e misura, ognuna con la base leggermente erosa dal mare a ricordare vagamente un fungo, coperte da una vegetazione color verde accecante ed inserite in un mare dalle mille sfumature!


Nella parte di mare racchiusa nella laguna non c’è un’onda, non un'increspatura, una quiete totale disturbata soltanto dal potentissimo motore della nostra barca! Oddio!... Sono forse morto ed approdato direttamente in paradiso?!?
Se il mare visto da fuori toglie il fiato, una volta indossata l'attrezzatura... Non esistono parole o immagini per descrivere la ricchezza e la varietà che ti si para davanti gli occhi! Squali Grigi ovunque, Squali Pinna Bianca, Napoleoni, Colubrine, nuvole di Barracuda, Aquile di mare ad ogni pinneggiata, Mante, Mobule... E ancora Tartarughe, Seppie, Tonni, gruppi di Carangidi talmente fitti da oscurare completamente la vista... E non è finita: una tale quantità di pesce, non può vivere che in un ecosistema sano! E di fatti la barriera corallina è in condizioni eccellenti: coralli duri e molli si alternano a distese di gorgonie impressionanti! È davvero uno spettacolo senza eguali!







Qui sopravvive ancora la Giant Clam, una Tridacna dalle dimensioni inquietanti! Difficilissima da vedere là dove una volta la faceva da padrona, a Palau puoi permetterti il lusso di vederne ben tre in un'unica immersione!
Entrando proprio nel merito delle immersioni, devo dire che a Palau non sono mai facili, richiedono tutte un minimo di esperienza e, solo chi ha una buona formazione, riesce a godersele completamente. Tutto questo nonostante i primi approcci tendano a far sottovalutare queste difficoltà: una volta entrati in acqua, la prima cosa di cui ci si rende conto, è la temperatura semplicemente perfetta! La muta da 3 mm risulta persino superflua se non per la protezione che ti offre dai coralli. Appena si inizia a scendere e a vedere i primi branchi di pesci che ti si avvicinano incuriositi, pensi di essere in un grande acquario... Tutto è perfetto: la temperatura, la visibilità, i pesci, i coralli... Perché mai mi hanno chiesto se avevo esperienza nelle immersioni in corrente e mi hanno dotato di questo curioso strumento, il reef-hook?!? Nel momento in cui iniziano a far capolino i primi Squali, cominci a capire di cosa stavano parlando: in corrispondenza dei drop-off (punti in cui il fondo del mare precipita letteralmente verso l’abisso), correnti ascensionali portano cibo direttamente in bocca ai predatori, con una furia ed una veemenza mai vista prima! È in quel preciso istante che devi affrettarti ad agganciarti ad uno scoglio con il reef-hook (un grande uncino con una corda legata ad un’estremità) prima che la corrente ti riporti in superficie in un battito di ciglia! 



Una volta ancorato saldamente alla roccia, non resta che gonfiare a dovere il Gav e godersi lo spettacolo straordinario che la natura offre quotidianamente nelle cristalline acque di Palau! A quel punto lo sguardo non sa più dove prestare attenzione... È come una immensa passerella carica di modelle che si spintonano per attirare l'attenzione del pubblico dando il meglio di sé! Sono tutt'ora convinto che, dietro le spesse lenti della mia maschera, i miei occhi si siano lasciati sopraffare da una tale bellezza versando più di una lacrima di pura emozione..... L'esperienza entra in gioco nel momento in cui si abbandona la sicurezza offerta dal reef-hook, per affidarsi alla forza delle proprie gambe e alla qualità delle pinne indossate! Cavolo che momenti!!!


Un consiglio prezioso: capisco che portarsi ogni volta la propria attrezzatura sia difficoltoso ma, a differenza di mute e Gav che ritengo possano essere affittati in qualsiasi posto nel mondo, portatevi sempre delle buone pinne nel bagaglio, erogatori revisionati di fresco e la vostra maschera personale! In corrente una muta scadente non rovinerà la vostra immersione, ma delle pinne troppo corte o morbide vi faranno durare una fatica mostruosa! Degli erogatori difettosi limiteranno la durata delle immersioni e una maschera che si appanna in continuazione o che presenta infiltrazioni a causa dell’usura, vi farà solamente innervosire impedendo di godervi quello che la natura ha da offrirvi!
Nei 10 giorni passati in quel paradiso, ho fatto ben 22 immersioni! Mi sono rimaste tutte nel cuore e non posso fare a meno di menzionarne alcune:



 



Blue Hole - Blue Corner

Sono due siti di immersioni uno di seguito all'altro che, solitamente, si fanno separatamente ma, in un'occasione in cui eravamo un gruppetto di "risparmiatori d'aria",li abbiamo fatti insieme... Two is megl' che one!!!
Appena immersi si cola letteralmente a picco all'interno del Blue Hole, una caverna davvero suggestiva, dalle pareti perfettamente verticali, popolata da migliaia di esserini tanto curiosi quanto interessanti.
Usciti dalla grotta, si prosegue a sinistra, in direzione del Blue Corner. Proseguendo sempre nella stessa direzione, la parete lascia spazio ad una vasta porzione pianeggiante, ed è lì che le cose iniziano a farsi serie: la corrente proveniente dal basso si fa via, via sempre più forte ma è sufficiente allontanarsi di qualche metro dalla linea del drop-off per minimizzare l'effetto ascensionale.


Improvvisamente fanno capolino i primi Pinna Bianca... Poi i Grigi... Poi un Napoleone... Un altro Napoleone! Un'Aquila di Mare... Un’Aquila di Mare alla testa di un foltissimo gruppo di Barracuda!!! Di punto in bianco, tutti i pesci che speravi di vedere in una ventina di immersioni, te li ritrovi davanti, tutti insieme! Quello è il Blue Corner! Non a caso Jacques Cousteau l'ha definito come uno dei migliori siti d'immersione AL MONDO! A quel punto devi avvicinarti quanto più possibile al drop-off, cercando di vincere la corrente per ancorare il reef-hook più vicino possibile al margine del precipizio: con tanta esperienza, si riesce a guadagnare un posto in prima fila... La prima fila di uno spettacolo inestimabile! L’unica accortezza è quella di risparmiare quanta più aria possibile perché, un minuto in meno d’immersione al Blue Corner, sono almeno una decina di occasioni perse di vedere qualcosa di sensazionale!



German Channel

Una volta entrati in acqua, si scende velocemente a quota -20m, e ci si apposta intorno ad una strana formazione di rocce disposte in cerchio, con un piccolo scoglio aguzzo posto al centro, e si aspetta...... Si aspetta che la fortuna faccia il suo corso!
Dopo neanche 10 minuti di attesa, come una caccia che si appresta ad atterrare su di una portaerei, vediamo letteralmente planare nella nostra direzione, una magnifica Mobula, il Diavolo di Mare! Si mette a nuotare in cerchio proprio davanti ai nostri occhi, perfettamente al centro tra il piccolo scoglio aguzzo e le rocce disposte a cerchio...Sembra ammaestrata!!! Mentre gira tranquilla, un piccolo esercito di pesci pulitori le si fa incontro, lei spalanca la
bocca e lascia gentilmente che i piccoli amici facciano il loro lavoro... Io avevo visto una cosa del genere solamente nei migliori documentari del National Geographic ma ora stava accadendo per davvero! Ci ha concesso mezz'ora di show: nessuno ha osato staccare lo sguardo neanche per un secondo, nessuno ha osato dire che stava finendo l'aria, che aveva freddo, ansia, narcosi... Non un fiato, niente di niente! Tutti quanti con i sensi intorpiditi, ammaliati dalla bellezza di quell'animale eccezionale!
Per non farci mancare niente, al termine dello show, abbiamo fatto un giro in cerca di altre cosa interessanti e, l'occasione, non ha tardato a presentarsi: siamo capitati in mezzo a quella che sembrava essere una nursery di Squali Grigi, circondati da 70/80 piccoli Squaletti che ci giravano intorno mantenendo, però, le debite distanze! Se i nostri manometri non fossero sconfinati nella "zona rossa" già da un bel po', credo che non avremmo mai voluto terminare quell'immersione!




Ulong Channel

Una volta che tutti sono pronti, si scende rapidamente intorno ai -20 m, a trovare l’inizio di una parete ripidissima. La seguiamo mantenendola a sinistra. Dopo circa 10 minuti, durante i quali abbiamo scrutato ogni anfratto alla ricerca di coloratissimi Nudibranchi, giungiamo presso una brusca svolta verso sinistra e ci si presentano davanti due strette insenature a formare una “W” lungo la linea della parete. Proprio come nel Blue Corner, proprio in corrispondenza di queste insenature, un’implacabile corrente ascensionale, richiama un numero impressionante di predatori a caccia di cibo facile. Ci piazziamo, ben ancorati col nostro reef-hook, sulla prima insenatura. Qui la fanno da padrona gli Squali Pinna Bianca, davvero numerosissimi e curiosissimi: si sono mantenuti a distanza fin tanto che ognuno di noi non è riuscito a trovare un solido ancoraggio alla roccia, poi hanno iniziato ad avventurarsi tra di noi, scrutandoci con ognuno dei loro formidabili sensi, con la consapevolezza di essere i padroni assoluti di quell’ambiente. I Grigi si mantenevano un po’ più distanti, ma neanche troppo, più interessati al cibo che a quella dozzina di strani esseri vestiti di nero…




Circa 15 minuti prima della fine dell’immersione, ci siamo disancorati e ci siamo diretti verso la seconda insenatura, dalla quale partiva un lungo Canyon perpendicolare al drop-off. Appena giunti al centro dell’insenatura, siamo stati travolti da una corrente pazzesca che s’incanalava tra la due pareti del Canyon! Ho cercato un perfetto assetto neutro, mi sono messo a testa in giù, e mi sono goduto, per 10 fantastici minuti, quella stranissima sensazione di assenza totale di peso, sospinto da quella fortissima corrente mentre, come nella pellicola di un film, le pareti del Canyon mi scorrevano davanti… L'immersione più emozionante che abbia fatto in vita mia!
Nei giorni successivi, quando le nostre guide si apprestavano ad illustrarci le immersioni del giorno, si levava ogni volta, un mantra dal sapore antico: “Ulong Channel… Ulong Channel… Ulong Channel…”. Purtroppo non abbiamo più fatto Ulong Channel………….

Jellyfish Lake

In epoche lontanissime, a causa dello scioglimento dei ghiacci polari, l’altezza del mare è salita a tal punto che, parte di essa, si è riversata in quasi 70 bacini di calcare all’interno delle Rock Islands. Insieme all’acqua marina, in molti di questi bacini, sono rimaste intrappolate delle meduse: le Golden Jellyfish. A causa della natura porosa del calcare, i laghi salati sono collegati al mare da strettissime fessure, che però non sono grandi abbastanza da permettere alle meduse di uscire dal lago. In tutti questi anni, questi piccoli animali, si sono adattati alla vita da reclusi in un modo a dir poco straordinario: non potendo cacciare, visto che non c’è niente da cacciare, hanno completamente perso i loro tentacoli urticanti. Per sopravvivere, allora, hanno imparato a collaborare con un’alga che vive in simbiosi con loro: la medusa vive praticamente delle sostanze che l’alga gli rifornisce attraverso i tessuti del suo corpo. L’alga, invece, per sopravvivere ha bisogno della fotosintesi clorofilliana, quindi, del sole! Ed è qui che accade l’impensabile! Le parti in ombra del lago sono deserte: non una sola medusa si trova in quelle zone perché sono tutte impegnate a seguire la luce del sole per fare in modo che le alghe si nutrano e, di conseguenza, anche loro!

 Non sono permesse le immersioni per due motivi: il primo è che le bolle emesse potrebbero imprigionare le delicatissime meduse e farle morire, il secondo è perché, poco sotto la superficie, ci sono alte concentrazioni di solfuro di idrogeno, sostanza altamente tossica. Quindi armati solamente di pinne e snorkel ci siamo diretti verso la parte più esposta al sole. 1… 2… 10… MIGLIAIA di meduse!!!!! Si stima che nel lago ne vivano 5 MILIONI!!! Io non avevo mai visto ne immaginato una cosa simile! Immerso completamente in mezzo a quegli esserini pulsanti, che solleticano ogni centimetro scoperto del corpo, facendo attenzione a pinneggiare il più delicatamente possibile per evitare di ferirli e circondato da un silenzio irreale! È un posto magico, incredibilmente rilassante, impossibile da descrivere con le parole! Di tutti i posti che ho avuto la fortuna di vedere in giro per il mondo, il Jellyfish Lake è sicuramente il più emozionante…




Palau è una meta fuori dalle classiche rotte turistiche: è lontano, complicato da raggiungere, i telefoni italiani non funzionano, è un posto decisamente caro, il clima è bizzoso, la sera ci sono pochissimi divertimenti, i ristoranti chiudono presto, non ci sono attività al di fuori della subacquea……. Eppure mi ha completamente stregato! Io ho un motto nella vita: “Mai nello stesso posto due volte”! A Palau ci tornerei anche subito! Se avete un buon budget e siete indecisi in quale meta recarvi, andate a Palau, non sbaglierete!


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      "Un ringraziamento particolare va' fatto a Luigi, autore e protagonista di questo articolo, con la speranza che condivida con noi ancora le sue splendide esperienze!"